Il primo passo per la scelta dell’imballaggio giusto per un prodotto è il briefing: un incontro in cui l’ideatore e fornitore di packaging chiarisce con il cliente alcuni aspetti fondamentali, dalle caratteristiche tecniche della merce al suo posizionamento sul mercato, dagli obiettivi che il packaging deve raggiungere all’immagine che deve comunicare.

Insomma, per fare un esempio concreto, non è sufficiente parlare di “packaging di un vino”, ma è necessario capire di che tipo di vino si parla, a che target si propone, quanto costa, se l’imballo servirà solo a proteggere il contenuto o se, come spesso accade, costituirà invece una parte integrante della comunicazione di marketing che lo accompagna.

Il secondo passo è il progetto: l’ufficio progettazione dell’azienda di packaging, sulla scorta delle indicazioni fornite dal cliente, dovrà elaborare un prototipo di contenitore per il prodotto in questione. A questo punto diventa importante la scelta del materiale da utilizzare: riprendendo l’esempio del vino, il cliente dovrà specificare sia le misure e la quantità della merce (1 bottiglia, più bottiglie, etc.), sia eventuali preferenze in termini di ecocompatibilità dell’imballo (optando dunque per cartone o legno), di costo, di grafica (con la stampa esterna di eventuali loghi e/o scritte).

A questo punto le scelte cominceranno a delinearsi chiaramente e i tecnici potranno arrivare ad un definitivo da passare agli addetti ai lavori affinché realizzino un esempio di contenitore su misura per il cliente.